Sarah Ciracì - Ying yang bang

Monday 29 May 2006
lunedì-venerdì 10-13 e 16-19

Uno dei protagonisti delle ultime opere di Sarah Ciracì è il fungo atomico. Le esplosioni, conseguenti all'uso di armi nucleari, sono puntualmente riprese dai media e diffuse alla collettività, ma come spesso succede nell'ambigua informazione contemporanea, l'attenzione ricade più sulla spettacolarità dell'evento che sulle sue conseguenze. Il fungo atomico è entrato a far parte dell'immaginario collettivo, e la superficialità della sua rappresentazione ne ha attenuato l'immagine catastrofica. L'artista, consapevole di ciò, dipinge su tela quegli stessi funghi atomici divulgati dai media, che testimoniano l'utilizzo delle armi di distruzione di massa. Le originali pitture permettono la visione solo se illuminate da luce ultravioletta, in assenza della quale le tele appaiono come monocromi bianchi. Ai lati delle tele vengono predisposte piccole led luminose che, accendendosi ad intermittenza, rendono visibili ripetute ed incessanti esplosioni capaci di coinvolgere l'intero spazio espositivo e di scovare nella coscienza collettiva l'essenza ultima, l'archetipo, presente in ogni cosa.

Prendendo le mosse dalla ricerca scientifica, come spesso avviene nelle sue opere, Sarah Ciracì indaga sulle origini del fenomeno e ritrova la vera causa nell'atomo, come elemento primario e artefice, attraverso le manipolazioni dell'uomo, di catastrofi di dimensioni ciclopiche. E così il piccolo atomo, o il Tao archetipo che lo rappresenta, assume il ruolo fondamentale che gli spetta, tra l'esaltazione della sua onnipresenza, e la paura per le conseguenze che possono scaturire da un suo utilizzo improprio: "ricordati che sei un atomo e atomo potresti ritornare".

E' proprio il forte legame con gli studi scientifici e l'interesse per l'incessante innovazione tecnologica che spingono l'artista a presentare i nuovi lavori con originalissime soluzioni estetiche e formali che caratterizzano il suo ruolo di pioniera dell'arte tecnologica. E forse è proprio per questo motivo che l'artista si serve delle proprie opere "per esorcizzare paure sue e paure collettive".

L'uso delle invenzioni scientifiche e tecnologiche può essere considerato un'arma, spesso nelle mani di pochi, in grado di avere ripercussioni sull'intera collettività. Se le grandi catastrofi del passato ne sono una conferma, i preoccupanti equilibri attuali e le minacce di presenze aliene, sempre più documentate, non lasciano intravedere un futuro rassicurante: ying yang bang!

Nome sempre più importante del panorama artistico italiano, in dieci anni vanta già un notevole curriculum di livello internazionale, partecipando a numerose esposizioni sia nell'ambito di gallerie, che di musei. Vincitrice del Premio New York 2004, conta tra le mostre recenti la personale "Oh my God is full of stars" , al MACRO, Museo d'Arte Contemporanea di Roma, nel 2004, e la partecipazione a "The Encounters in the 21st Century", Kanazawa (Giappone), 2004. Oggi sue opere sono presenti in prestigiosi spazi espositivi internazionali.

Uno speciale ringraziamento a Diana Marrone



inaugurazione 29 maggio ore 19.30
29 maggio - 26 settembre 2006




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